Attraversandolo oggi si potrebbe pensare che Ponte Vecchio sia sempre stato così, un concentrato di botteghe orafe al servizio dei granduchi ieri e dei passanti oggi. Niente di più lontano dalla realtà.

Non tutti sanno che in origine sul ponte più famoso di Firenze, costruito nel punto più stretto dell’Arno, si trovavano concentrate tutte le macellerie della città. I beccai (ovvero i macellai) furono costretti ad aprir bottega sull’attraversamento per non essere troppo vicini ai palazzi del potere e alle residenze del centro.

Dalla carne ai gioielli si passò solo nel 1593 quando, per ordine di Ferdinando I, i beccai furono mandati via perché il granduca mal sopportava il cattivo odore che filtrava dalle finestre del sovrastante Corridoio Vasariano mentre transitava da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti.

Altro stravolgimento il ponte lo subì nella prima metà del Novecento, quando, in occasione della visita di Adolf Hitler al Vasariano, i piccoli oblò della parte centrale (rimasti intatti in tutto il resto del percorso, fortunatamente) furono trasformati in grandi finestre per permettere al Führer di ammirare “comodamente” il panorama sull’Arno d’argento.

E non fu per una forma di indulgenza da parte di Hitler se il ponte fu l’unico a salvarsi dai bombardamenti delle truppe naziste in ritirata alla fine della Seconda guerra mondiale. Fu il rappresentante tedesco Gerhard Wolf a chiedere ed ottenere che l’antico attraversamento venisse risparmiato (distruggendo però gli immediati dintorni su entrambe le sponde), guadagnandosi un’onorificenza e una targa a conflitto finito.

Compatto e solido, il “vecchio” ha resistito persino alla furia del fiume durante la terribile alluvione del 1966, e con lui la scultura dedicata a Benvenuto Cellini dove, fino a non molto tempo fa, le giovani coppie di innamorati erano solite attaccare un lucchetto come pegno del loro amore.

Poi l’amministrazione comunale ha deciso di imporre una sanzione da 50 euro a chiunque fosse sorpreso ad apporre un lucchetto, con buona pace delle coppiette che si sono spostate poco più avanti, sul Lungarno degli Archibusieri.

Oggi il ponte vede passare ogni anno milioni di persone, tra chi si ferma a guardare una vetrina, chi lo attraversa frettoloso, chi partecipa ad una sfilata (come accadde in occasione di una presentazione firmata Roberto Cavalli), chi ad un concerto (come per una delle ultime suggestive esibizioni di Lucio Dalla), chi invece viene a giocarci a golf.

Una volta l’anno, infatti, un gruppo di golfisti si sfida in una serie di tiri di precisione diretti verso tre bersagli galleggianti ancorati nel fiume. Per essere Vecchio, è ancora molto “green”.