C’è un posto a Firenze dove venivano accolti i neonati abbandonati o in pericolo di abbandono. È l’Ospedale degli Innocenti in piazza SS. Annunziata. Uno degli esempi più compiuti di architettura rinascimentale tanto da aver determinato la conformazione degli altri edifici che svettano nella piazza.

Il progetto fu curato da Filippo Brunelleschi, mentre il nome deriva dall’episodio contenuto nella Bibbia della strage degli innocenti; raffigurato, tra l’altro, in un affresco – conservato nell’edificio – di Bernardino Poccetti. Gli archi, visibili dall’esterno, poggiano su pietra serena, materiale che difficilmente veniva utilizzato perché soggetto a deterioramento a causa degli agenti atmosferici.

L’Ospedale degli Innocenti era finanziato dall’Arte della Seta – una delle più importanti corporazioni di arti e mestieri a Firenze – grazie al contributo degli iscritti. E rappresenta, inoltre, uno spaccato della vita dell’epoca quando i bambini venivano abbandonati in una sorta di acquasantiera sotto il porticato. Acquasantiera che sarà poi sostituita da una finestra ferrata, detta ruota, che con il tempo venne murata.

Una curiosità: non tutti sapranno poi che i cognomi “Innocenti, Degl’Innocenti e Nocentini”, parecchio diffusi a Firenze derivano da quelli che venivano attribuiti ai neonati abbandonati nell’Ospedale e che furono, poi, sostituiti da cognomi di fantasia.

Credits: Federica di Giovanni