La centralissima stazione di Santa Maria Novella rappresenta uno dei capolavori dell’architettura razionalista. Malgrado sia sempre stata oggetto di critiche – soprattutto negli ultimi anni – per il fatto che, specie la notte, si trasformi in dimora dei senzatetto, è una delle opere più riuscite tra l’Ottocento e il Novecento a Firenze.

A guidare i lavori fu Giovanni Michelucci – dopo aver vinto un concorso che era stato indetto all’epoca – il quale ebbe la capacità di sintetizzare logica e funzionalità della struttura. Attraverso l’uso di materiali ad hoc: vetro e metallo alternati alla pietra forte che ben si adatta all’estetica degli edifici circostanti e alla facciata della vicina basilica di Santa Maria Novella.

Nonostante il plauso ricevuto dallo stesso Mussolini – eppure la struttura non era di stampo fascista – al termine dell’opera non tutti si mostrarono soddisfatti. Tanto che si assistette ad una divisione tra gli intellettuali della città: conservatori da un lato, che si dissero delusi, e progressisti entusiasti dall’altro.

Quando compare, invece, il sottopasso commerciale? Il sottopasso viene realizzato alla fine degli anni ’80, ed è stato recentemente ristrutturato. Ad oggi il sottopasso della stazione Santa Maria Novella – che si estende fino a piazza dell’Unità Italiana – rappresenta uno dei punti nevralgici dello shopping fiorentino, raccogliendo il nutrito flusso di turisti che mettono piede nella stazione.

Un’altra curiosità che forse non tutti sapranno: al binario 8, ci si imbatte – con un po’ di attenzione – in una targa che ricorda il treno che nel marzo del 1944 trasportò gli ebrei nei campi di concentramento.

Credits: Federica di Giovanni